Una torta per un sogno...
Spesso capita di incontrare in giro per il paese, nei centri commerciali, in piazza o davanti le chiese dei piccoli gruppi di scout, in perfetta uniforme, che provano “a vendervi” qualcosa, perché, come vi spiegano, stanno facendo autofinanziamento. Ma che cos’è per loro ?? Una definizione di Autofinanziamento che potrete trovare è “ Un'attività in cui i ragazzi, tramite il proprio lavoro, guadagnano soldi che servono a coprire le spese delle attività che vogliono realizzare”. Ed è corretta, ma cosa c’è di più dietro?? Vale la pena quindi dilungarsi leggermente sul tema dell’autofinanziamento vissuto in chiave pedagogica, perché l’attività di autofinanziamento non è finalizzata mai al puro reperimento di denaro, perché spesso le attività di autofinanziamento servono a raggiungere un obiettivo educativo: autonomia, responsabilità, capacità di lavorare insieme con creatività. Inoltre l’attività di autofinanziamento è un esercizio utile per educare i ragazzi al valore della fatica e del sacrificio per ottenere qualcosa (denaro), concetto sempre più distante dal vissuto dei ragazzi che oggi è spesso governato dalla logica del “chiedere per ottenere”. Ricordiamo che uno dei principi scout è "La Guida e lo Scout sono laboriosi ed economi", un concetto fondante dello scautismo legato senza dubbio a quello dell’essenzialità: i campi e le attività, le sedi sono intrise del lavoro manuale, dell’arte del “fare con poco” unito allo stile del fare “poco ma bene”, della capacità di abituare i ragazzi all’economia ed all’autofinanziamento sia individuale, sia di comunità. Tutte le attività scout quindi diventano occasioni attraverso cui trapassare nozioni e soprattutto ideali e valori: - risparmiare e accantonare risorse per realizzare progetti (progettualità); - cimentarsi nell’attività manuale con impegno, portando a termine i lavori con cura; - acquisire competenze. Fatta questa premessa, cosa stanno organizzando i ragazzi del Clan di Roccasecca? Quest’anno stanno progettando di andare a fare il campo estivo fuori regione, e perché no, magari proprio all’estero. Ma il viaggio, la permanenza fuori e le attività che vogliono fare hanno un costo, che con il periodo di crisi economica che viviamo, diventano a volte troppo onerosi, se non insostenibili, per le famiglie. Ma per questi giovani i sogni vanno inseguiti, e nulla è impossibile. Per cui eccoli pronti a passare l’ultimo week-end di Carnevale in maniera diversa: niente maschere o costumi, niente coriandoli e feste. No, loro saranno a casa delle nonne, ad imparare a far funzionare un forno a legna, ad impastare uova, zucchero e farina per realizzare torte e dolciumi da vendere per poter, con il ricavato, avvicinarsi sempre di più alla loro meta. Alla fine riusciranno ad andare in Normandia o in Val Codera? In ogni caso avranno imparato qualcosa di nuovo, sapranno in futuro saper aiutare le proprie mamme a cucinare qualcosa, avranno vissuto una due giorni in fraternità e amicizia, e soprattutto, divertendosi… gettandosi addosso farina anziché schiuma da barba!!