Gruppo Scout Roccasecca 1

Fratelli oltre il colore

Continuano le “imprese” del nostro clan per essere cittadini attivi del loro tempo…
Quest’anno i rover e le scolte di Roccasecca si sono fatti toccare in modo particolare da questo tema, hanno iniziato l’anno col preciso proposito di sporcarsi le mani e già sono diverse le attività ed esperienze organizzate e vissute.
L’ultima in ordine di tempo l’anno preparata l’11 aprile 2012 in un incontro organizzato in collaborazione con l’associazione “We’re all Africa”.

Ad agosto Marco, uno dei rover più grandi, ha salutato il clan in una commovente e sentita cerimonia della partenza. Quando ha chiesto la Partenza non ci sono stati molti dubbi da parte della comunità di clan, Marco le sue scelte le aveva fatte e anche molto forti. In particolare quella di servizio, che già negli ultimi anni di clan lo aveva portato a fare delle esperienze all’estero, in Kenia, per la precisione dove si è recato già quattro volte in un villaggio dell’entroterra dove due mani in più fanno davvero la differenza. Lui ne è rimasto così colpito che tornato in Italia si è dato da fare per fondare un’associazione con l’intento di trovare sempre più volontari e sostenitori per i suoi nuovi “fratelli” africani.

Nella settimana di Pasqua lo ha raggiunto in Italia Jane, la direttrice dell’orfanotrofio dove in Kenia aveva fatto servizio, e che si occupa anche di diversi progetti sempre legati ai bambini. Ecco allora che è nata l’idea di un incontro, col clan ma aperto a tutta la cittadinanza, per parlare dell’Africa, dei bisogni dei nostri fratellini, dei progetti della nuova associazione fondata da Marco.

Innanzitutto chiediamo proprio a lui cosa ha da dirci:
1…2…3…4…5! Basta contare questi pochi numeri e un bambino africano ha incontrato la morte! E’ stato infatti stimato che ogni cinque secondi, infatti, per diverse cause, una piccola vita si spegne in Africa. E noi? cosa stiamo facendo per evitare che questo succeda?

Così inizia l’incontro, con una provocazione… e nell’ora e più successiva, attraverso l’esperienza dello staff associativo nell'occasione rappresentato prorpio da Marco e da un'altra volontaria, Serena, che ha vissuto direttamente il dramma che tiene in ginocchio la popolazione africana, video, foto ma soprattutto attraverso la forte testimonianza di Jane Kinuthia, partner locale dell’associazione, abbiamo fatto luce su una tematica troppo spesso travisata o tenuta addirittura nascosta. Fa paura infatti pensare che, mentre noi siamo comodamente seduti a tavola o sdraiati nel nostro comodo letto, un essere umano sta perdendo la sua dignità, sta piangendo, ha fame e sta morendo.
I partecipanti sono rimasti molto colpiti dalle storie raccontate: madri che non potendo sfamare i figli preferiscono dar loro una morte veloce con le loro stesse mani, per risparmigli una lenta agonia; bimbe abbandonate ai margini delle strade, denutrite a tal punto che a 4 anni pesano solo 4Kg….

Ma la difficoltà più grande – ci hanno raccontato Marco, Jane e Serena - non è risollevare l’Africa da questa situazione, bensì cambiare la mente delle persone che vivono nel benessere, qui, nel mondo sviluppato. Quello che abbiamo voluto comunicare è che non basta un euro donato per sentirsi portatori di pace, bisogna fare di questi problemi un problema proprio, prendere sulle nostre spalle questa situazione e “sporcarci le mani”, concretamente”.

Quelle dette ieri non sono e non devono rimanere solo belle parole, abbiamo capito insieme che si può fare tanto anche stando in Italia, anche con una parola o con un semplice gesto. La domanda sorge allora spontanea: “Perché?” … La risposta è altrettanto semplice, si tratta di Amore, del donarsi, spendere tutte le nostre forze, fino all’ultimo respiro per dare alla “nostra” gente un futuro migliore.

Marco e Jane ci salutano così, a fine serata, con un sorriso dolce e negli occhi grandi speranze: “Abbiamo visto negli occhi dei partecipanti una sofferenza, quasi nel rendersi conto che il nostro mondo ha dimenticato gli ultimi; speriamo allora che adesso possano diventare “voci” (come ha raccomandato anche Jane) e sensibilizzare altre persone, perché insieme possiamo cambiare le sorti dei nostri FRATELLI africani. Come presidente dell’associazione ringrazio tutti i partecipanti, i ragazzi del gruppo scout che si sono impegnati nell’organizzazione dell’evento e assicuro la nostra totale disposizione per chi volesse contattarci per avere informazioni, per fare donazioni o, ci auguriamo, per diventare nostro collaboratore, ricordate sempre che …..L’AFRICA ASPETTA ANCHE TE!!!

E noi che dire di più…

Se volete maggiori informazioni, o volete conoscere meglio l’associazione visitate il sito www.wereallafrica.org  o contattateli all’indirizzo mail  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Marco F.