Gruppo Scout Roccasecca 1

Alpitoor ? … no, route!

Ragazzi che route invernale che ci è “capitata” quest’anno, non lo avrei mai creduto possibile, io che ho sempre pensato che route equivalesse solo a fatica! E invece …

Già dover partire il 26 dicembre, col pranzo di Natale sullo stomaco, non mi sembrava proprio il massimo, figurarsi poi quando il pomeriggio prima vedo le previsioni meteo: pioggia, pioggia e ancora un po’ di pioggia. Comincio a pensare di chiamare il capo clan e darmi malato. Magari invece di andare in route col clan faccio ancora in tempo a raggiungere il gruppo di amici che parte per un viaggio organizzato, quelli tipo alpitoor. Invece che quattro giorni di strada, fatica, servizio, pioggia, freddo risotti liofilizzati e altre scomodità, posso godermi quattro giorni di relax, sauna, piscina, comodi letti e pranzi luculliani.

Ma poi quel vero spirito rover che è in me si ribella, lo zaino vecchio amico e compagno di tante avvenute, già pronto da qualche giorno e poggiato a terra accanto agli inseparabili scarponi, mi guarda triste dal fondo della stanza, sembra sussurrarmi “Non vorrai mica lasciarmi qui… inutile … senza senso…” e io proprio non ce la faccio a deluderli entrambi. Così la mattina di S. Stefano, mentre tutto il resto del mondo ancora dorme o si gode meritati giorni di vacanza dalle fatiche quotidiane, eccomi lì, sotto due grandi alberi, sulla riva del fiume, assieme ai miei compagni di clan, zaino in spalla e scarponi ai piedi, pronto a partire per una nuova faticosissima avventura.

Guardo il cielo, e i nuvoloni che mi aspettavo, non si vedono, anzi un pallido sole fa capolino dietro una soffice nuvoletta e per l’ennesima volta mi ripeto che magari qualcuno mi vuole bene.

Inizia il cammino, a ritmo dei passi, tra risate e chiacchiericci, o silenzi carichi di riflessione: all’inizio di questa route infatti ci hanno chiesto di verificare il punto della strada.

Per pranzo ci fermiamo davanti una chiesetta, il freddo è un po’ pungente, ma in compagnia non sento nulla, neppure la fatica che tanto temevo. Ah e poi abbiamo a proteggerci dal vento un fantastico scaldacollo di clan! Se ne parlava da tempo, chi avrebbe creduto che sarebbe diventato realtà… Andrea, il solito ottimista già lo aveva messo nella sua famosa cassetta delle “belle imprese/idee mai realizzate”!!

Nel tardo pomeriggio arriviamo alla fine della nostra prima tappa. Ad accoglierci una vecchia conoscenza, don Ruggero, nostro ex parroco ma soprattutto nostro AE in passato. E che calorosa accoglienza… un posto dove dormire riscaldato, un sorriso che ci scalda il cuore oltre che le ossa.

Iniziamo le attività preparate dalle pattuglie e senza accorgercene arriva l’ora di cena. E mentre siamo lì a decidere tra un risotto ai funghi ed uno alla milanese, qualcuno bussa alla porta. Apriamo e davanti due gambe sbucano sotto due teglie fumanti, alziamo lo sguardo fino ad incontrare quello tutto allegro di Maurizio, uno dei capi, che non ci eravamo neppure accorti che si fosse allontanato. Ma tutta la nostra attenzione è per le teglie e per il profumino che mandano: una delle signore del posto ci ha voluto accogliere con un regalo: cannelloni appena sfornati. Che regalo ragazzi!! E che bontà!!

La serata vola via tra canti e scenette, le immancabili gag di Denis e il mitico piede fumante di Tomas.

Se la route inizia così in fondo in fondo… è l’ultimo pensiero prima di addormentarmi.

La mattina un’altra sorpresa, scopriamo di avere una colazione pagata al bar: impossibile rifiutare, sarebbe una grave scortesia… i capi a queste argomentazioni proprio non possono controbattere. E io comincio a pensare di essere capitato in una vacanza organizzata anziché ad una route scout. Ma è un pensiero fugace perché già siamo di nuovo zaini in spalla.

Oggi ci aspetta una giornata di servizio presso una casa di riposo. Arriviamo e manco a dirlo, stiamo ancora ringraziandoli per l’opportunità che stanno per darci, che la dolce sig.ra Patrizia ci si presenta davanti con un ciambellone e delle bevande fresche, giusto per accoglierci e ristorarci dalla fatica… hei qui ci trattano meglio che in una SPA!

Il servizio si rivela piacevolissimo, conosciamo diverse persone interessanti, chiamarli anziani è impossibile, sono più giovanili di noi! Cantiamo insieme, qualcuno si spinge anche in qualche passo di danza, le ragazze del clan si improvvisano truccatrici ed effettuano una serie di stravaganti manicure. Ci raccontano un sacco di storie e soprattutto ridiamo, ridiamo davvero tanto. A cena spostano una sedia di qua, una di là, si stringono un po’ e ci chiedono di dividere la tavola con loro.

Dopo aver riassettato li raggiungiamo di nuovo nel salone e la serata di giochi ed allegria continua. Alla fine, prima della buonanotte loro ci ringraziano della bella giornata, ma quelli che devono ringraziare siamo noi…

Ci spostiamo nella palestra, dove passeremo al notte e per noi la serata non è ancora finita: abbiamo preparato una veglia indovinate un po’, proprio sul servizio, a chiusura di un capitolo che ci ha preso negli ultimi tempi. Non potevamo trovare cornice o momento più adatto.

Ma la route non è finita, abbiamo ancora molta strada da fare. Dobbiamo raggiungere il reparto ed il branco, che stanno facendo il campo invernale insieme, per chiudere di gruppo.

La strada oggi sembra un po’ più faticosa, la chitarra passa da una mano all’altra senza tregua e lo zaino sembra pesare di più… mi sa che la vacanza alpitoor è finita.

Però che bei posti che attraversiamo… e ancora niente pioggia. Sento i capi dire che se piovesse un po’ ci farebbe bene,ma non è che loro hanno sempre ragione, a me sta proprio bene così, anche perché mica me lo ricordo se nello zaino il poncho ce l’ho messo!

Cuciniamo sul ciglio di una strada, giochiamo davanti il piazzale di una chiesetta e sui gradini del sagrato condividiamo il punto della strada.

Alla fine è quasi buio quando arriviamo alla fine della nostra strada. Il branco ed il reparto ci aspettano, già penso che non farò in tempo a posare a terra lo zaino che dovrò correre in cucina a preparare la cena per tutti (al clan tocca sempre…) che scopriamo invece che la cena stasera l’hanno preparata i ragazzi del reparto: pizza per tutti!! Meno male che il tour operator ci ha rimesso lo zampino.

Ma mai cantare vittoria troppo presto… stasera il fuoco di gruppo lo animiamo noi. Così, su due piedi, va bene l’estote parati ma mica faccio l’attore io!

E invece la serata è riuscitissima, improvvisiamo un Circo con giocolieri, acrobati, clown, lanciatori di coltelli e domatori di bestie feroci. I lupetti sono fantastici, le squadriglie sono davvero esilaranti nei loro numeri, e i capi, persino i capi mettono su un numero niente male. E io, bè non me la sono mica cavata male, magari mando il curriculum in un villaggio vacanze.

È l’ultima sera, e noi abbiamo ancora qualcosa di importante da fare. Il resto del gruppo si prepara per la notte, mentre noi usciamo fuori. Ci allontaniamo un po’, fino ad una radura di uliveti. E sotto le stelle, senza neppure una nuvola (beffati tutti i metereologi) prima la salita del noviziato in clan, e poi Denis e Sara che firmano la carta di clan. Che emozione! Ogni volta come la prima volta!

È il 30 dicembre, abbiamo finito tutte le attività, fatto al verifica della route, celebrato la santa Messa di gruppo con tutti i genitori. Abbiamo pranzato e abbiamo pulito tutto. La bandiera dell’agesci che per quattro giorni ha sventolato sull’alzabandiera di reparto, viene tirata giù e riposta fino al prossimo campo. Gli zaini sono stati caricati in macchina, ci salutiamo e diamo i prossimi appuntamenti e io sono lì, a guardare gli altri che si muovono, pronti a tornare a casa. Penso alla sera prima di partire, pochi giorni fa, anche sembra passata un’eternità, ai pensieri che avevo, alle paure e ripenso a questi giorni appena trascorsi. A quanto mi sono divertito, a quante persone ho incontrato, a quante esperienze ho fatto… guardo in basso verso gli scarponi, i miei vecchi, logori, fidati e comodi scarponi… sembra che mi ammicchino: vacanza alpitoor? No grazie meglio una route!