Gruppo Scout Roccasecca 1

Tutti in route… ora si va

Come si sceglie quando e dove fare una route estiva?

Il nostro clan un’idea particolare ce l’ha… seguendo il cuore! Ma facciano un passo indietro….

Maggio 2010 il clan si divide in varie pattuglie, ognuna con l’obiettivo di proporre un percorso per la route, data 20-27 agosto. Iniziano a fioccare idee: Val Codera, Traversata delle Alpi, la Val d’Aosta, la Toscana, ma poi sembrano tutti mettersi d’accordo su una proposta in particolare, la Sicilia ed un bellissimo percorso sull’alta via dei Nebrodi. Prendiamo informazioni da vari amici scout che ci sono stati, iniziamo a progettare le giornate, il viaggio (treno o aereo??), costi ecc…

Sembra tutto pronto ma….

Ecco arrivare a riunione, trafelato come sempre perché ha troppi impegni da far combaciare, il nostro mitico A.E. di clan don Ercole, che oltre al fiatone arriva con una brutta notizia… impegni diocesani lo trattengono al santuario di Canneto sino al 22 agosto, quindi o si parte senza di lui o si parte il 23.

E qui giù con le discussioni, perché altro problema è che massimo il 28 pomeriggio dobbiamo essere di nuovo a Roccasecca.

Partire il 23 per tornare il 28, con due giorni interi che se ne andrebbero per il viaggio… non sembra proprio il caso.

Allora non ci resta che partire senza don Erk. Manco a pensarci!! Si parte tutti o non parte nessuno!! Non si lascia indietro neppure un pezzetto di comunità, figuriamoci se siamo disposti a rinunciare al don!!

E così, in pochi giorni ecco pronta una nuova proposta: si va a Canneto con don Ercole dove ci mettiamo a servizio del rettore per tutto quello che servirà nei giorni della festa della Madonna Nera, poi si parte da lì per una route nel Parco nazionale d’Abruzzo che ci porterà fino ad Alfedena. Tutti d’accordo?? Manco a dirlo!!!

E allora…

DIARIO DI UNA ROUTE

20 agosto 2010 – seconda stella a destra, questo è il cammino

Alle 16.00 il clan si ritrova davanti la chiesa di S.M. Assunta, zaini in spalla pronti per iniziare questa nuova avventura. Accompagnati da un paio di volenterosi genitori pren diamo la strada per Canneto.

Arrivati al santuario ecco venirci ad accogliere don Ercole, già lì dal primo mattino, niente meno che in “alta uniforme” (ovvero con la talare… ). Non lo avevamo mai visto così… e a costo di essere tacciati per irriverenti, o peggio, non siamo riusciti a trattenere risolini e battute su quanto, con un bel paio di appositi occhiali, assomigliasse ad uno dei personaggi del film Matrix. Meno male che il don è uno che sa anche scherzare!

Visita veloce al santuario, tanto per prendere confidenza col luogo che ci avrebbe ospitato per i prossimi giorni, una capatina dal rettore, don Antonio, che ci indica i servizi da svolgere a partire dalla mattina successiva, e poi subito a montare le tende.

Tutti in cerchio ecco quindi arrivare il momento della cerimonia di apertura di questa route. Tutti in perfetta uniforme, un bel canto, la consegna del taccuino di strada e della maglietta della route, un gioco iniziale ed una preghiera speciale. Poi il via alle prime attività. Il tema della giornata, scelto dalla pattuglia era “Mettersi in cammino – la partenza”, su cui abbiamo svolto una bella attività. Pian piano è arrivata l’ora della cena, ospiti del santuario abbiamo diviso il pasto (come anche per quelli successivi) con i seminaristi, i sacerdoti e gli altri volontari. Inizia qui il nostro Servizio: la cucina è il regno di alcune fantastiche signore/cuoche, ma il refettorio è roba nostra: serviamo a tavola, sparecchiamo, spazziamo…

Alle 22.00 dopo una breve compieta siamo già pronti per andare a dormire, sì perché dal giorno dopo dobbiamo essere in perdi alle 4.00!

21 agosto 2010 – metti in circolo il tuo amore

Don Antonio non scherzava alle 4.00 la sveglia, colazione e poi subito in chiesa. Presenti alla prima messa che si celebra al santuario, alle 5.00 – un po’ assonnati forse ma pronti a rispondere alla chiamata di oggi “Pronti a servire..felici di servire!”.

E da lì… chi sempre presente alle varie Messe per l’offertorio e la bussola (nei giorni della festa ne viene celebrata una ogni ora), chi agli stand dei calendari per “autofinanziare” le ristrutturazioni del santuario, chi in giro a pulire, sistemare le stanze e spostare banchi e sedie, chi al servizio d’ordine e ad accogliere i pellegrini che dalle 5.00 cominciano ad arrivare numerosi e da varie parti della provincia e non solo.

Le compagnie arrivano cantando, stanche per i lunghi tragitti affrontati, ma con una luce particolare negli occhi, e se loro non sentono la fatica del cammino noi non sentiamo quella del servizio, sempre pronti e con il sorriso.

C’è tanta gente, ognuna con una storia diversa sul perché, anno dopo anno, si rimette in cammino per arrivare fin quassù, ed è bello starli ad ascoltare.

Poi ci sono quelli che vengono qui, come noi, per fare servizio: incontriamo allora i volontari della croce rossa, nelle loro postazioni, pronti ad intervenire per i più piccoli malori, o per casi un po’ più gravi, come quando si è dovuto chiedere addirittura l’intervento dell’elisoccorso.

Prima della fine della giornata finiamo addirittura in televisione: Valentina intervistata da una giornalista si impappina un po’ per l’emozione, ma almeno lei non è scappata davanti le telecamere!!

Arriviamo a sera che quasi non ce ne rendiamo conto… stanchi ma soddisfatti non vediamo l’ora di toccare lo stuoino! Prima però tutti al santuario per il rosario.

22 agosto 2010 – prima di partire per un lungo viaggio

Alle 4.30 si ricomincia, sulla falsa riga del giorno precedente. In questa giornata da ricordare l’incontro col nostro vescovo – che ha chiacchierato un po’ con noi, durante il pranzo ed anche dopo.

La mattinata vola veloce, e arriviamo al momento di salutare le cuoche, i sacerdoti, i seminaristi ed i volontari perché è giunto il momento di mettersi in cammino. Sono stati tutti così gentili e premurosi, abbiamo trovato nuovi amici, ci siamo sentiti come a casa. Anche noi però abbiamo lasciato il segno: don Antonio è pronto a “scritturarci” anche per l’anno prossimo!!

Dopo pranzo e le ultime pulizie, lanciamo il tema della giornata di cammino “I compagni di strada – il confronto, l’amicizia, l’incontro, la comunità”, Franco ci propone un’attività su come scegliere cosa portare in route pensando ai nostri compagni e alle difficoltà che potremo incontrare, e poi in cammino destinazione Rifugio di Acquanera.

Dopo le levatacce dei due giorni precedenti gli zaini sembrano davvero pesanti, e si fatica a prendere il ritmo, ma per fortuna lungo il cammino c’è sempre qualcuno pronto a darti una mano, a camminarti accanto dandoti sostegno, a portare anche un po’ del tuo peso. In fondo questa è la comunità!

Arriviamo al rifugio che c’è ancora luce, e soprattutto, contrariamente alle attese, troviamo acqua!! Quindi riusciamo anche a rinfrescarci un po’. Poi tocca montare le tende e preparare la cena. Menù particolare, il pasto ce lo ha mandato direttamente don Domenico (bhè… fino al rifugio lo abbiamo portato in spalla noi.. ma è il pensiero che conta no??) che non si dimentica mai dei suoi rover.

Piergiorgio e Valentina ci propongono un’attività sugli amici ed un gioco davvero divertente, poi un breve fuoco e tutti a dormire… anzi non proprio tutti, perché stasera c’è un momento importante.

Mentre il Noviziato si prepara per la notte, il Clan su una collinetta lì vicino prepara la salita al Clan di Sara. Come tutte le cerimonie scout è breve, ma ricca di significato.

Ora è davvero il momento di coricarsi e dormire… per chi ci riesce dato che tutto intorno a noi è un fioccare di strani suoni e rumori… passi e versi terrificanti. Ma qualcuno veglia sul nostro sonno, è Tomas che ci rassicura di non aver nulla da temere perché per qualunque problema possiamo contare su di lui, la sua forza e … le sue scarpe anti-infortunistica !!

E’ bello andare a dormire col sorriso sulle labbra e la gioia degli altri nelle orecchie.

23 agosto 2010 – 1, 2, 3, 4, 5, 10, 100 passi

Stamattina la sveglia è un po’ più tardi, ma cerchiamo di sbrigarci a preparare la colazione e smontare le tende, perché ci aspetta un lungo cammino. Zaini in spalla, bussola e cartina alla mano iniziamo la salita verso Tre Confini. Lungo la strada qualche sosta per riposarsi e fare le lodi. Si lancia il tema della giornata “Le difficoltà del cammino – cosa o chi ci mette in crisi, cosa o chi ci aiuta a superarle” e ci si rimette in cammino, prima da soli, il silenzio, per riflettere sulle provocazioni dateci da don Ercole, poi un tratto in coppia per condividere i nostri pensieri. Che paesaggi!! Questa natura è davvero impressionante e ti riconcilia col mondo!

Fino a Tre confini il sentiero è faticoso ma si fa… i problemi arrivano nella salita a Passo dell’Orso.

Il sentiero si fa sempre più ripido e la salita più faticosa. Qualcuno non si sente bene, e tocca portare il proprio zaino e quello di qualcun altro. Il peso è sempre più gravoso, il fiato più corto, le forze mancano ad ogni passo di più. Sembra che la sella non arrivi mai!! Ma alla fine eccoci in vetta, stremati ma felici: abbiamo iniziato davvero a capire i nostri limiti e ci siamo imposti di superarli.

È quasi ora di pranzo, così decidiamo di fare una lunga sosta, per mangiare (abbiamo dei buonissimi panini ultimo dono delle cuoche di Canneto…), riposarci, giocare e fare un’attività della pattuglia di Marco.

Alla fine tocca però ripartire, c’è ancora parecchia strada da fare… anche se stavolta è in discesa.

Sotto cupole di alberi verdeggianti, calpestando un soffice manto di secche, iniziamo a scendere verso la Val Fondillo. Il paesaggio, che al Passo era impressionante, da togliere il fiato guardando le maestose vette, ora ci stupisce con colori e bellezze diverse. Arrivati alla Grotta delle Fate ci meritiamo una sosta per rinfrescarci all’acqua del ruscello e per farci illustrare, da Damiano e Valentina, le caratteristiche della flora e della fauna del parco. Hanno anche provato a mettere alla prova le nostre conoscenze naturalistiche in un quiz, e allora che grosse risate per strafalcioni impressionanti che sono venute fuori!

Riprendiamo il cammino e giunti a valle, prima di abbandonare questi luoghi così naturalisticamente bellissimi, ci apprestiamo a celebrare la Santa Messa. La pattuglia incaricata prepara l’altare utilizzando un grande tronco, si distribuiscono le letture e si decidono e provano i canti. La predica, bhè è in stile route, come da abitudine presa al’anno scorso lungo il cammino di Santiago, don Ercole la inizia e ogni membro del clan porta il proprio contributo.

Poi… si cammina ancora un po’. Bisogna raggiungere il posto per l’accampamento di questa notte. Arriviamo che è quasi buio, montiamo le tende, e mentre qualcuno si lava, qualcuno cucina, qualcuno prepara il fuoco di bivacco.

Dopo la cena eccoci tutti in cerchio, attorno alle nostre lanterne (i fuochi nel parco non si possono accendere) a raccontarci storie sulla Felicità.

E così finisce anche questa giornata di route. Una preghiera al Signore che ci ha accompagnati nel cammino e poi tutti a nanna.

24 agosto 2010 – oh happy day…

Un altro giorno si apre con il sorgere del sole all’alba, la sveglia alle prime luci del mattino, la colazione e le lodi, lo smontaggio delle tende e lo zaino da risistemare, che invece di alleggerirsi diventa sempre più pesante e non c’è più spazio per metterci dentro quello che a casa ci stava anche largo (cominciamo a credere che qualcuno abbia preso sul serio il suggerimento di don Domenico di nascondere dei sassi negli zaini per insegnarci il senso della fatica…).

Alle otto e mezza siamo pronti ad aspettare la navetta che dal camping che ci ha ospitato ci porterà all’ingresso della Camosciara. Qui ci attende una giornata un po’ diversa.

Posati gli zaini ed inforcate niente meno che delle biciclette, ci giriamo tutta l’area … e sono dolori incredibili !! Usiamo muscoli che non credevamo di avere, e soprattutto iniziamo a rimpiangere la salita zaini in spalla di ieri… Qualcuno si arrende alle prime pendenze, ed invece di vedere scout in bicicletta è più facile vedere biciclette sospinte a mano da scout!!

Certo tutto cambia quando, dopo essere giunti fino alle cascate, si prende la strada del ritorno a valle… in discesa siamo delle vere schegge!

Ci fermiamo qualche ora lungo il ruscello che attraversa la Camosciara per pranzare e svolgere alcune delle attività preparate sul tema della giornata: “I bivi – le scelte da affrontare e come le scelte influenzano chi ci è intorno”.

Poi nel pomeriggio, riconsegnate le biciclette e ripresi gli zaini, cerchiamo l’imbocco del sentiero che da qui ci porterà a Civitella Alfedena.

Il sentiero è manco a dirlo, in salita, molto poco ombreggiato e oggi le temperature sono salite!!!

Siamo un po’ lenti… sudati… affaticati…. e meno male che qualcuno ha ancora del gatorade.

La vista di un grande albero con una folta chioma verde che sparge un’enorme ombra intorno sembra quasi una visione, e quando ai suoi piedi scorgiamo un enorme sasso alto e piatto sembra proprio un segno del Cielo: è arrivato il momento di fare una sosta e celebrare assieme la santa Messa.

Come ogni giorno, le pattuglie allestiscono l’altare, provano i canti, si dividono le letture e…. preparano le riflessioni per l’omelia.

Poi si riparte, e finalmente si comincia a vedere il lago. Arriviamo a Civitella, ci rinfreschiamo alla fontana del paese e giriamo un po’ per i vicoli, poi cerchiamo il luogo dove accamparci e montare le tende. Stasera potremo accendere il fuoco quindi Tomas, Damiano e Piergiorgio vanno anche a fare legna, mentre gli altri si lavano o preparano la cena.

Nei pressi delle tende spunta anche un cervo, che ci osserva per un po’ prima di andar via.

Il fuoco stasera è di allegria, e noi ne abbiamo da vendere: canti, bans, giochi, mimi e scenette, ma soprattutto tante tante risate.

Quando le fiamme del fuoco ormai sono scemate, e non resta che il rossore tenue della brace, i canti iniziano a scemare ed abbassarsi di tono fino a concludere la serata con il classico “Signor tra le tende” e la compieta.

25 agosto 2010 – e se Dio fosse uno di noi…

Stamattina siamo impazienti di alzarci e levare le tende. Si perché ci aspetta una mattinata davvero speciale.

Scendiamo al lago dove ci aspetta il Sig. Massimiliano, istruttore di canoa canadese. Infatti oggi faremo riposare le gambe per far lavorare le braccia.

Indossiamo i giubotti salvagente e ci spostiamo sulla riva del lago di Barrea. Qui nella prima mezz’ora Massimiliano, a terra, ci dà le nozioni base sulla conduzione delle canoe canadesi, ci insegna le principali manovre e posizioni. Poi ci dividiamo in coppie e mettiamo in acqua le canoe: sette in tutto.

I prodieri davanti, i timonieri dietro a guidare e dare istruzioni. A questo punto la mezz’ora successiva è di pratica in acqua. C’è chi proprio non riesce ad andare diritto e continua a far girare la canoa su se stessa, chi invece dritto ci sa andare, ma non sa fermarsi e quindi continua ad andare a sbattere di qua e di là (per un po’ abbiamo temuto per i piloni del ponte), chi proprio non ha capito neppure destra e sinistra….

Ma alla fine Massimiliano ci ritiene pronti e quindi inizia la nostra esplorazione del lago e della riserva naturale. Lasciamo la riva sicura dell’approdo per addentraci nella riserva, passiamo vicino, alcuni moltooo vicino, ad alberi che affiorano dal fondo, sotto cupole verdeggianti, dentro placidi bacini e su secche improvvise, dove tocca spingere con le pagaie sul fondo per non arenarsi. I timonieri diventano sempre più bravi a governare la canoa, e i prodieri si danno tanto da fare. Il giro di oltre un’ora e che ci porta anche a percorrere una parte del fiume Sangro è spettacolare. Non mancano poi le risate e gli scherzi, e tanto meno gli schizzi…

Finito il giro della riserva torniamo verso l’approdo e qui Massimiliano decide di dividerci in due gruppi e lanciarci una sfida, un gioco di battaglia navale al centro del lago. Se fino ad ora ci eravamo divertiti, adesso è davvero uno spasso!! Le canoe si rincorrono sul lago, si scontrano, si affiancano, le nostre risate e anche qualche urla, riempiono l’aria.

Quando arriva il momento di far rientrare le canoe e riconsegnare pagaie e giubotti c’è un po’ di malinconia, che passa però subito appena scopriamo cosa c’è subito dopo: il bagno al lago!! E allora via con stili liberi e a farfalla, tuffi e spruzzi, ragazzate varie. Quando arriva il momento di uscire è solo perché è tardissimo e gli stomaci borbottano per la fame.

Cuciniamo in riva al lago e pranziamo in un clima di scherzo rivivendo i momenti più buffi della mattinata in canoa.

Poi tutta la giornata vola via tra attività sul tema del giorno, giochi preparati dalle pattuglie e naturalmente l’immancabile appuntamento della Santa Messa.

Oggi si parlava di “Il bagaglio – cosa porto, cosa lascio, cosa acquisisco”, e sono venute fuori riflessioni davvero interessanti, a quanto pare i nostri zaini pesano davvero per essere pieni di tante cose, non solo quelle materiali necessarie per la route, ma tante esperienze, volti, situazioni. Amici che ci hanno “cambiato la vita”, una famiglia che ci è stata sempre vicino, servizi particolari e parole che lasciano il segno, che siano di una poesia, di una canzone o che ci sono state dette da qualcuno. E lo scoutismo, in tutte le sue sfaccettature, che nel nostro zaino pesa davvero tanto. Ma sono tutti pesi che non ci costa portare, anzi.

Stasera poi ci aspetta ancora una bella sorpresa: nel luogo in cui siamo non si può campeggiare, quindi per stanotte le tende restano chiuse negli zaini, e noi ci prepariamo a dormire all’addiaccio.

Prima però Andrea e Sara ci hanno preparato una veglia alle stelle: così stesi col naso all’insù sulle sponde del lago ci lasciamo guidare alla scoperta delle costellazioni, e delle loro mitologiche storie. Ecco allora Cassiopea, Andromeda, l’Orsa Maggiore e quella Minore, il Cigno, il Grado e tante altre.

Nel corso della nottate vediamo tramontare alcune stelle e sorgerne altre, anche perché questa è una notte davvero particolare, è la notte della Sentinella.

In riva al lago c’è una lampada accesa, una Bibbia ed un taccuino. A turno durante la notte veglieremo un’ora a testa, fino all’alba. Un’ora per leggere alcuni spunti che ci hanno fornito, per sfogliare la Bibbia e lasciare che ci parli, per pregare e riflettere, per scrivere i nostri pensieri, per lasciare una traccia. Fa freddo, ma è emozionante. Di tanto intanto, una sentinella si alza e lascia il suo posto ad un’altra che arriva, assonnata ma pronta a vivere questa esperienza.

E così pian piano, ora dopo ora, sentinella dopo sentinella, giunge l’alba di un nuovo giorno.

26 agosto 2010 – e disse al vecchio dammi il pane

Quando l’ultima sentinella finisce il suo turno, viene a svegliare tutto il resto del clan. In silenzio, come se quell’atmosfera di riflessione che ci ha accompagnato nella notte tardasse a dissolversi, ci leviamo e risistemiamo gli zaini.

Poi in cerchio, intorno a quella lampada ancora accesa celebriamo le lodi mattutine. Ci sono delle orme con i nostri nomi sparse qua e là, le abbiamo posizionate stanotte, ognuno alla distanza dalla lanterna - luce di Dio - che riteneva più appropriata a rappresentare il suo punto di fede. Non ci sono commenti, solo occhi pieni di una luce nuova.

Ma poi il momento passa, e si torna ad essere i ragazzi spensierati di sempre, così dopo un’abbondante colazione riprendiamo la strada. Oggi il sentiero ci porterà fino a Barrea.

Il tema del giorno è “I luoghi – i posti significativi lungo la via”. Uno dei luoghi più significativi che visitiamo è sicuramente la nostra anima, e così forse spronati dalle riflessioni notturne, il sentiero verso Barrea diventa il luogo dove andare a cercare il confronto e la Riconciliazione. I nostri zaini si alleggeriscono mentre, come ci dice lui stesso sorridendo, si appesantisce quello di don Ercole.

A Barrea è il tempo dell’ultima sorpresa (forse..). Posiamo a terra gli zaini, ci riuniamo in cerchio e ci vediamo consegnare la nostra missione odierna, ovvero in coppia andare a conoscere il luogo che ci ospita, le persone che lo abitano e soprattutto la carità cristiana: dovremo chiedere ospitalità per pranzo in cambio di servizio.

È stata una bella esperienza per ogni coppia, per ognuna sotto aspetti diversi.

Valentina e Tomas hanno bussato a tantissime porte, offrendo il loro servizio per spostare legna, gettare immondizia, sistemare il prato, ma si sono sentiti ripetere sempre no grazie. Ma tutti lo hanno fatto sorridendo e lodando la loro voglia di giocarsi. Girare alla ricerca di un servizio ha comunque permesso loro di visitare la cittadina abruzzese, e soprattutto, suscitata la curiosità dei più, di chiacchierare con molte persone e farsi raccontare storie interessanti sul paese, le tradizioni ecc.

Poco fortunati, per quanto riguarda il pranzo, anche Alessia ed Andrea, che però si sono fermati dopo aver bussato ad un’unica porta. Alessia non è stata bene e quindi per non farla stancare dopo aver fatto un unico infruttuoso tentativo, si sono fermati nel parco, all’ombra dei frondosi alberi per mangiare un mezzo panino (vuoto..) che hanno acquistato con l’euro consegnatoli prima di partire dai capi. Nel parco però hanno comunque avuto i loro incontri importanti. Andrea, allontanatosi per dare un’occhiata in giro ha incontrato un’artista locale con cui ha avuto un’interessante discussione e che gli ha regalato, oltre che diverse perle di saggezza, una bellissima poesia, che lui stesso più tardi ha letto la clan riunito per la compieta. Alessia invece, forse per il viso segnato dalla sofferenza, ha attirato l’attenzione di una dolcissima signora che si è fermata a chiacchierare con lei, le ha offerto ascolto, conforto, cibo e soprattutto tante carezze.

Marco e Sabrina hanno incontrato molte persone, ma il loro risultato più importante è stato l’incontrarsi l’un l’altra. Hanno condiviso un pezzo di pizza e passeggiato per i vicoli di Barrea raccontandosi a vicenda, rivelandosi sogni e paure. Il loro è stato un esplorare luoghi un po’ meno materiali, ma molto molto interessanti.

Decisamente fortunati sono stati invece Sara ed Emanuele, Piergiorgio e Damiano. I primi si sono avventurati per i vicoli più nascosti del paese e alla fine hanno tentato la fortuna presso un ristorantino, non credendo veramente di trovarvi accoglienza. Invece la ristoratrice non si è fatta ripetere due volte la loro stramba richiesta, li ha solo invitati a tornare dopo un’ora. A questo punto, con i negozi che stavano per chiudere e quindi con il rischio di rimanere senza pranzo se non avessero comprato qualcosa, avevano solo due opzioni decidere di fidarsi della ristoratrice e passare la prossima ora in giro per tornare a pranzo all’ora stabilita, oppure non dar credito alle parole della donna ed acquistare qualcosa, tanto per stare sicuri. Bhè, cosa potevano fare due scout se non fidarsi e affidarsi.

Piergiorgio e Damiano invece hanno girato fino all’uno passata bussando a varie porte senza successo, stanchi e ormai persuasi a restare a digiuno, nel frattempo avevano chiuso anche negozi e pizzerie, si sono ritrovati dinanzi la porta di un ristorante. Perso per perso, perché non provarci: e sorpresa il proprietario gli fa accomodare all’interno, dicendo loro che tra poco avrebbero potuto gustare un bel piatto di pasta. Ma sorpresa ancor più grande, una volta entrati, è stato trovare seduti al tavolo, Sara ed Emanuele. E non hanno avuto solo pasta i nostri fortunati rover, ma un pranzo completo, addirittura col dolce. Hanno provato a sdebitarsi in tutti i modi, offrendosi addirittura di lavare i piatti, ma i gestori del locale non hanno voluto sentire ragioni. Altro che generosità e provvidenza!!

Al momento del rientro poi… trovare i capi vestiti da camerieri che offrono tartine ed aperitivo, non ha prezzo!

Stasera siamo ospiti in una struttura di accoglienza per anziani. Quindi prima celebriamo assieme ad alcuni degli ospiti la santa messa, dove condividiamo l’esperienza e le sensazioni della missione in paese, poi veniamo chiamati a svolgere alcuni servizi. In particolare alla mensa, dove prepariamo la sala, aiutiamo alcuni dei degenti a mangiare, con altri chiacchieriamo semplicemente, con altri facciamo una passeggiata.

Alla fine anche noi possiamo andare a cena. Siamo pronti per metterci a cucinare, quando scopriamo che la cena ce l’hanno preparata i capi, aiutati dal loro incontro della giornata, la Sig.ra Pia, la cuoca della struttura, che ha messo a loro disposizione la sua cucina, il pentolame e la sua esperienza di cuoca. Spaghetti alla carbonara e altre prelibatezze, persino un dolce alle noci. Wow che giornata!

E per concluderla, una veglia rover nel parco davanti la casa di riposo, preparata durante la route per quest’ultima serata, sui pregiudizi. È stato un altro momento intenso e gioioso.

27 agosto 2010 – tra le nuvole e i sassi, passano i sogni di tutti

Ultima mattina.

Ci alziamo prestissimo, perché c’è parecchio da camminare ancora. Colazione veloce e zaini in spalla si parte. All’inizio tutto bene, il sentiero è ben segnato, anche ombreggiato e tutto procede meraviglia. Gli zaini oggi sembrano addirittura più leggeri. Poi a metà percorso, i segni finiscono, si aprono davanti a noi diversi sentieri, alcune piste di animali e noi non sappiamo dove andare. Seguitiamo a camminare, bussola e cartina alla mano, nella direzione che ci sembra quella più giusta, ma così non è tanto semplice. Ci ritroviamo in vetta ad un monte, sotto di noi vediamo distendersi Alfedena, la nostra destinazione, ma non vediamo proprio come fare a scendere.

Ci vuole un po’, ma alla fine siamo giù… è stata più faticosa del previsto ma va bene anche così. Ogni difficoltà ci insegna qualcosa. E oggi il tema è “La meta – i miei sogni, i miei scopi, dove voglio arrivare”, e non poteva essere più azzeccato.

Ad Alfedena, nel parco, celebriamo l’ultima messa di questa route, pranziamo e ci dedichiamo alle attività preparate dalle pattuglie e naturalmente la verifica.

Poi ci spostiamo alla stazione ferroviaria, qui ultime attività e la cerimonia di chiusura. Il pulman arriva per portarci a Carpinone e da lì in treno a Venafro, dove ci attendono i genitori.

Anche se abbiamo già fatto la cerimonia di chiusura, durante il viaggio, di oltre due ore, c’è ancora qualcosa da dire, qualcosa da fare. Sul treno poi ancora foto e scherzi.

A Venafro la route è davvero finita. I genitori sono lì, sulla banchina, ad aspettarci. Non ci resta che saluraci. Ma tanto ci vedremo tra pochi giorni, per la consueta cena di clan di fine route, e poi… bhè c’è un nuovo anno da iniziare, tante altre route da fare, gente da incontrare, esperienze da condividere.

E allora chiudiamo con due frasi delle canzoni più gettonate in questa route:

Buon viaggio hermano querido, e buon cammino ovunque tu vada, forse un giorno potremmo incontrarci di nuovo lungo la strada” – dedicata a tutti coloro che abbiamo incontrato in questi sette giorni, a tutte le amicizie strette, a tutti coloro che ci hanno aiutato, sostenuto, voluto bene.

E poi “E sole e pioggia, e neve e tempesta.. sulla valigia e nella tua testa, e gambe per andare e bocca per baciare. Hai fatto tutta quella strada per arrivare fin qui, e ad ogni sosta c’era sempre qualcuno… ” dedicata a chi come noi, è sempre in viaggio, con un unico obiettivo...

"Non importa dove, se nel centro di una grande città, o nel più arido dei deserti,

trova la tua strada, l'unica che può condurti alla felicità"