Route Nazionale 2014 - Azione concreta Capitolo Coraggio

Aiutateci ad Aiutare

Quando telefono a detenuti mi chiedo ‘Perché non io?’. Ogni volta chiamo qualcuno di quelli di Buenos Aires, che conosco, che sono in carcere, la domenica, e faccio una chiacchiera. Poi, quando finisco, penso: ‘Perché lui è lì e non io? Perché lui è caduto e non sono caduto io? Perché le debolezze che abbiamo, sono le stesse e per me è un mistero che mi fa pregare e mi fa avvicinare a loro”.  Sono queste le parole che il nostro caro papa Francesco ha rivolto ai carcerati durante una delle sue visite. E per noi il suo pensiero coincide proprio con il senso del nostro Capitolo, con il fine del nostro progetto.

Vorremmo rubarvi pochi minuti del vostro tempo per presentarvi un progetto che da ormai un anno a questa parte stiamo portando avanti. Da mesi stiamo seguendo un percorso che avrà termine ad agosto con la route nazionale a San Rossore in Toscana dove ci incontreremo con altri 32.000 scout. Il nostro compito sarà presentare un capitolo sul tema del coraggio. Noi per l'occasione abbiamo deciso di osservare ed agire su una realtà che ha colpito molto il clan e che ci sta molto a cuore: la situazione dei carceri, e dei detenuti, in Italia.

Incuriositi da quanto citato nell’ articolo 27 della Costituzione italiana, sulla finalità rieducativa della pena, abbiamo deciso di portare alla luce il fine che il carcere si pone che purtroppo resta noto solo a pochi. La pena infatti, che nella Costituzione, che è fondata sul rispetto della persona e della sua dignità, è intesa in quel percorso di risocializzazione, cioè di messa in opera di tutti gli strumenti di cui si possa disporre per promuovere, sostenere, incoraggiare un cammino, che fa affidamento in definitiva sulla libertà e sulla responsabilità della persona affinché essa sviluppi una prospettiva di vita e di condotta in armonia con i diritti degli altri e con le esigenze fondamentali o “minime” della società in cui vive, NON è quasi mai per tutti i detenuti un mezzo di rieducazione e di reinserimento nella società.

Eppure i dati statistici dimostrano che proprio il concretizzarsi nei carceri di tutte quelle condizioni che portano alla realizzazione del fine dell'art. 27, comportano una notevole diminuzione della criminalità. Volendo guardare con i nostri occhi questa realtà poco conosciuta abbiamo deciso di varcare le porte del carcere di Frosinone per sentire che aria si respirasse al di là delle sbarre. Qui abbiamo avuto modo di ascoltare e di parlare direttamente con i detenuti. Da buoni scout quali siamo e seguendo il motto del nostro fondatore BP "lascia il mondo un po' migliore di così" abbiamo deciso di migliorare un po' le condizioni di questo carceri ed è proprio qui che intervenite tutti voi.

Vi chiediamo di spendere poche ore della vostra giornata per cercare nelle vostre case computer, televisori, decespugliatori, libri, materiale da giardino e portarlo a noi nelle giornate di raccolta nelle piazze. Per chi ne avesse la necessità è attivo anche un servizio a domicilio! A tutto il materiale da voi inutilizzato potremmo dare nuova vita! Sarà infatti risistemato e devoluto al carcere di Frosinone e sarà speso per migliorare le condizioni dei carcerati e per aiutarli nella reintegrazione nella società. Aiutateci anche voi nel vostro piccolo ad abbassare la criminalità e a ridare dignità e speranza a chi, per qualsiasi ragione, è "caduto" - come dice papa Francesco!

Venite a cercarci per avere maggiori informazioni! Vi aspettiamo numerosi e vi lasciamo con un messaggio di Madre Teresa di Calcutta "Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno”.

Grazie per l'attenzione